Statuto

Art. 1 Volontà
Si vuole continuata e confermata la costituita Associazione non riconosciuta avente la denominazione “SOCIETA’ CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI IN RAVENNA”.

Art. 2 Sede
La Associazione ha la sua sede in Ravenna.

Art. 3 Origini

La SOCIETA’ CONSERVATRICE DEL CAPANNO GARIBALDI IN RAVENNA, ha questa origine:
Soppressi nell’anno 1797 i frati di S. Vitale, la palude del Pontaccio, che essi prima tenevano, divenne proprietà nazionale e con dispaccio governativo del 5 gennaio 1810 portante il numero di protocollo 36443 il Direttore del Demanio del Regno d’Italia accordò il permesso a Don Giuseppe Roncuzzi, detto Masone, di tenervi un capanno ad uso caccia.
A mezzo di Parea, Ispettore allora dei boschi ravennati, gli fu ceduto in tal luogo tento terreno quanto occorreva per l’erezione del suddetto capanno, come risulta da lettera dello stesso Parea 10 febbraio 1810 n. 338 di protocollo.
Morto Roncuzzi nel 1818 il capanno fu proprietà del lui fratello MARINO, Parroco di S. Vincenzo; inetto questi alla caccia, lo donò a Francesco CAMERANI, Faio URBINI e Francesco GRILLI. Da ultimo apparteneva a Domenico GUARINI, Curzio RASPONI, Paolo DALLA SCALA, Alessandro FABBRI, Ulisse URBINI e Pietro SANTUCCI, quale rappresentante dell’Asilo Infantile ed a nome degli eredi di Giò SANTUCCI.
A mezzo di Primo UCCELLINI e del ricordato Curzio RASPONI, si stabilì il contratto di acquisto a favore della società Ravennate “UNIONE DEMOCRATICA2 con regolare scrittura notarile 20 agosto 1876, firmata da tutti i venditori e dai cittadini Carlo RAMBALDI da parte dell’Unione Democratica, siccome appare da loro dichiarazione scritta.
Scioltosi il sodalizio acquirente la capanna restò abbandonata, e ne era ormai certa la completa rovina quando parecchi cittadini appartenenti a quella Unione Democratica deliberarono di restaurarla e conservarla a loro spese, lasciando liberi naturalmente di cooperarli entrando nel loro nucleo quanti ex soci restavano.
Pochi risposero all’appello, ed i volonterosi (basandosi sul principio morale e generalmente riconosciuto, che cioè cessa di appartenere ad una società Popolare e perde ogni diritto verso la medesima chiunque la trascura e ne lascia inadempienti gli oneri) si dichiararono poi essi solo definitivamente costituiti in società, continuando però fino ad ora a tenere aperta l’ammissione.
Oggi affermano maggiormente la loro solidarietà concordandosi nel presente atto costitutivo. Detto statuto, allora REGOLAMENTO, fu approvato il 21 ottobre 1882.

Art. 4 Scopi

L’Associazione (considerando che il suddetto capanno, ora denominato “CAPANNO GARIBALDI”, fu riparo all’immortale eroe “GIUSEPPE GARIBALDI” quando era accanitamente perseguitato nel 1849), ha per scopo di mantenere inalienabile i suoi diritti sul medesimo e curarne la scrupolosa conservazione, affinché sia tramandato ai posteri come sacro monumento di affetto e di ammaestramento.
La Associazione non ha scopo di lucro.

Art. 5 Socio effettivo

La Associazione si compone di 52 cittadini, che rappresentano i soci effettivi ed il cui numero non potrà essere aumentato. Cessando, però, di appartenervi qualcuno per morte o per ogni altra causa, verrà sostituito da altro cittadino onesto e liberale, proposto dal Comitato di Direzione, in ragione delle esigenze della Associazione o della data di presentazione della domanda.
Fra i proposti saranno preferiti:
1. i figli e i fratelli dei soci defunti;
2. quelli che presentarono il braccio alla causa della Patria e della Libertà;
3.gli appartenenti alla categoria dei soci straordinari di cui all’art. 6.
L’ammissione dei soci spetta all’Assemblea Generale, che delibera al riguardo.
I soci “effettivi” (ordinari) e delle categorie “seniori” e “benemeriti” concorrono alla elezione del Comitato di Direzione e Comitato di Vigilanza. Il Comitato dei probiviri è eletto nell’ambito della categoria “seniori”.

Art. 6 Soci Straordinari e benemeriti

Accanto alla categoria dei Soci Ordinari è istituita quella dei Soci Straordinari, che rappresentano coloro che aspirano a diventare Soci Ordinari.
Tale ruolo si compone di almeno 25 membri fino a non oltre 52 membri che godono diritto di voto, ma non sono eleggibili alle cariche sociali se non in numero massimo di due nel ruolo di componenti il Comitato di Vigilanza.
Dopo 25 anni di appartenenza nella categoria di Soci Ordinari o in quella di Straordinari, gli stessi sono sono considerato “seniori”.
Tutti i soci, dopo avere superato i 72 anni di età e con anzianità di oltre 15 anni di appartenenza alla Società vengono considerati “Benemeriti”, liberando i posti per nuova immissione di soci.
I Soci BENEMERITI conservano tutti i diritti, come da art.10.

Art. 7 Doveri dei soci

I Soci hanno il dovere di condursi sempre da onesti cittadini e di corrispondere il contributo che l’Assemblea Generale dei Soci stabilirà ogni anno proporzionalmente ai bisogni.
Solo i soci senior “Benemeriti” non sono tenuti alla corresponsione della quota annuale e ad osservare gli altri obblighi all’Art. 16.

Art. 8 Patrimonio sociale

Il patrimonio sociale è costituito da:

1. il Capanno denominato del Pontaccio e sue pertinenze;
2. eventuali fondi di riserva costituiti da eccedenze di Bilancio;
3. eventuali donazioni, erogazioni e lasciti.
Le entrate sono costituite da:

1. quote annuali dei soci;
2. quote di ammissione a socio;
3. ogni altra entrata che concorre a incrementare l’attivo sociale.

L’esercizio si chiude a fine febbraio di ogni anno.

Art. 9 Fondo comune

I Soci finché dura la Associazione non possono chiedere la divisione dei fondo comune, né pretendere la quota in caso di dimissioni o di espulsione, come pure gli eredi di un socio defunto non hanno alcun diritto di pretendere quote.

Art. 10 Organo sociali

L’Assemblea Generale dei soci elegge nell’ambito dei Soci “eleggibili” una Direzione composta di 3 membri ed un Comitato di Vigilanza composto da 7 membri di cui 2 dalla categoria Soci Straordinari.

La stessa Assemblea nell’ambito della categoria dei “seniori” eleggerà un Comitato di probiviri composto da 3 membri.
La durata delle cariche è rispettivamente:

2 anni per il Comitato di Direzione; 1 anno per il Comitato di Vigilanza; 1 anno per il Comitato dei Probiviri
e sono rieleggibili.
L’Associazione è amministrata dal Comitato di Direzione che elegge nel suo seno il Presidente.
Il Comitato di Direzione elegge poi annualmente fra i soci anche un Segretario.
Le cariche sociali sono gratuite, salvo il rimborso spese.

Art. 11 Direzione

La Direzione amministra i beni dell’Associazione, custodisce gli atti e la rappresenta in ogni emergenza, convoca le assemblee generali una volta ogni anno, o più volte quando lo ritenga opportuno, oppure a richiesta di almeno 15 soci.
Art. 12 Comitato di vigilanza

Il Comitato di Vigilanza vigila sulla moralità dei soci, informa sui propositi e tiene al corrente delle riparazioni necessarie al Capanno, per subito informarne la Direzione e provvedere.

Art. 13 Comitato dei probiviri

Il Comitato dei Probiviri viene invitato alle riunioni della Direzione e del Comitato di Vigilanza.
In particolare si esprime all’atto della immissione dei nuovi soci, con parere vincolante per quelli non in possesso dei diritti civili.
Il socio che commette atti illeciti e comunque disonorevoli viene deferito al Comitato dei Probiviri il quale derimerà anche le controversie fra i soci, ed i soci e la Direzione.
Il lodo è inappellabile.

Art. 14 Osservanza dello statuto

Ogni socio resta obbligato alla osservanza delle norme contenute nel presente atto al quale, salvo il contenuto dell’art. 4, che si vuole inalterabile, si potranno sempre apportare modifiche ed aggiunte quando la Direzione o un quinto dei soci ordinari ne presenti proposta e l’Assemblea approvi a maggioranza.

Art. 15 Validità delle adunanze

Le adunanze sono valide con qualunque numero di intervenuti; nelle votazioni si riterranno approvate le proposte accolte da almeno la metà dei presenti più uno.
Art.16 Perdita della qualità di socio

La qualità di socio si perde:

1. per decesso;
2. per dimissioni;
3. per indegnità e conseguente espulsione;
4. per decadenza pronunciata con delibera del Comitato di Vigilanza.

Il socio che per sei mesi dalla data dell’Assemblea Ordinaria si renda moroso nel pagamento del contributo annuale è tacitamente cancellato dall’elenco dei soci.
Il socio che non presenzia a tre assemblee consecutive; senza darne motivazione scritta dell’impedimento, verrà deferito ai tre organi:Direzione, Comitato di Vigilanza e Comitato dei Probiviri, che insieme delibereranno al riguardo.
Chi cessa di appartenere all’Associazione perde ogni diritto verso la medesima.

Art. 17 Norme generali

Per quanto non previsto nel presente statuto valgono le norme di cui agli artt. da 36 a 42 del Codice Civile.